dal settimanale LISOLA  n. 39 

Festa dell'Uva - 2001
VIa edizione Festa dell'Uva - 30 settembre 2001

Venturini: "La Festa è l’espressione
della laboriosità dei capoliveresi"

C
ome al solito, ogni volta che il sipario cala sulla Festa dell’Uva, il primo ad essere soddisfatto è Michelangelo Venturini. Poche battute e subito appare evidente che il presidente della "Verdi" proprio non riesce a nascondere l’entusiasmo per questa manifestazione, puntualmente vissuta con rinnovata passione. 

E il bello è che per lui non c’è un rione migliore dell’altro, perché di ognuno riesce a cogliere un punto di forza e la bellezza espressiva. "Il Baluardo vale la Fortezza, il Fosso la Torre" dice Venturini "perché a vincere non è l’uno o l’altro, ma i capoliveresi e l’Elba, che deve trovare il gusto e la voglia di valorizzare le tradizioni con gioia e, soprattutto, con la forza del divertimento, perché divertendosi si riesce a fare divertire gli altri. Quindi non va trascurato il coinvolgimento della gente, perché la cultura appartiene al popolo - non a quattro intellettuali, che pure sono importanti nell’economia sociale di una realtà - che va fatto esprimere per valorizzare il patrimonio di esperienze della comunità. 

La Festa dell’Uva ne è la dimostrazione più lampante". Certo, non si può dire che Venturini viva con distacco il tradizionale appuntamento del 30 settembre, che lo riporta a quando, ragazzino, scorrazzava per i rioni del paese. "Sono capoliverese al cento per cento e amo i miei compaesani per la generosità che mettono in ogni manifestazione. 

E’ ormai chiaro a tutti che nel loro Dna non mancano la laboriosità, la creatività e la teatralità" commenta il presidente dell’associazione culturale "Giuseppe Verdi". Che ancora oggi subisce l’incanto della Festa, dei preparativi e dei battibecchi che puntualmente seguono la designazione del vincitore, alle 18.30 in punto, non un minuto di più. 

     
"L’aspetto più gratificante è la capacità di stare insieme, di lavorare uniti per un obiettivo comune, che riesce a fare comunicare tra di loro generazioni diverse e solitamente lontane nel modo di essere e di porsi" aggiunge Venturini. 
Un fattore d’importanza non secondaria, che ricorda le veglie notturne di una volta o le feste tradizionalmente legate al mondo contadino, come la Festa dell’Uva appunto, a conclusione del duro lavoro nei campi. Un bell’esempio di come, sia pure con fatica, è possibile non disperdere il bagaglio culturale proprio di ogni realtà dell’isola e, soprattutto, i suoi elementi caratterizzanti.
In due parole, l’identità elbana.

   

           

Foto di Fabio Falagiani - FotoClick - Capoliveri

     


Torna alla Home Page     festa dell'Uva 2000    La prima edizione della Festa dell'Uva