Le miniere di Capoliveri                

        di Filippo Boreali

Prima dell'avvento dei camion escavatori, il trasporto avveniva con i vagoni che percorrevano le strade ferrate sui vari livelli e con i piani inclinati per il trasporto da un livello all'altro. L'abbattimento del minerale si faceva con la perforazione che prima dell'avvento del martello ad aria compressa era manuale, adoperando la "stampa e mazza", caricando i fori con 1'esplosivo (polvere nera). "L'appezzatura" del minerale era fatta a colpi di mazza e la caricazione sui vagoni con "zappa e coffa". 
Un lavoro come si può immaginare massacrante. Il caricamento sulle navi avveniva nella cala dell'Innamorata, vicino alle isole Gemini, dove erano situati i silos di stoccaggio e un lungo pontile di caricamento che permetteva alle navi di effettuare tutte le operazioni di carico. Il pontile era collegato con 1'area mineraria del Vallone tramite una ferrovia su cui si snodavano lunghi convogli di vagoni trainati da una locomotiva a vapore. 
Dagli anni 50 in poi gli impianti si sono sempre più modernizzati: escavatori, frantoi, ruspe, martelli ad aria compressa, nuove tecniche di perforazione, caricazione e brillamento mine. 
Impianti di laveria e selezione del minerale, nastri trasportatori, forni di pellettizzazione, nuovo pontile di caricazione al Vallone; insomma tante soluzioni tecniche che hanno portato sicuramente un miglioramento nelle condizioni di vita del minatore, soggetto purtroppo da sempre alle insidie degli esplosivi con incidenti anche mortali e alla silicosi che difficilmente consentiva di raggiungere 1'età pensionabile.
A Calamita si potevano trovare, oltre naturalmente la Magnetite, altri minerali come l’Azzurrite, la Bonattite, la Calcite, ed altri ancora. Lasciando Calamita si prosegue sulla strada e a circa 6 Km. troviamo la miniera di Ginepro. Gli scavi esterni sono alquanto limitati, perché a differenza di Calamita qui la coltivazione si è svolta all'interno. 
Troviamo un piazzale a quota 54 mt. con il castello del pozzo alto oltre 40 mt, i capannoni degli uffici, degli spogliatoi e 1'officina.
Il minerale coltivato è anche qui la Magnetite. Racchiusa nello sharn, il cui grosso filone da + 90 raggiunge presumibilmente i 200 mt. sotto il livello del mare.
Negli anni 30 ha avuto inizio la coltivazione a cielo aperto, successivamente negli anni 60 si è dato inizio alla esplorazione interna attraverso sondaggi e gallerie che partendo da + 6 si sono sviluppate su diversi livelli fino a raggiungere 54 mt. sotto il livello del mare.
Dopo la fase preparativa, nel 1970 è iniziata la coltivazione vera e propria attraverso un pozzo di estrazione munito d'impianto automatico e una "gabbia" capace di trasportare anche il personale. L'impianto nel suo genere, costruito da tecnici tedeschi, era a quel tempo il più moderno d'Europa. A quota - 54 era situato un grosso frantoio per la prima "appezzatura", moderni moto carrelli facevano la spola con i punti di carico dove motopale ad aria compressa prelevavano dai fornelli sotto gli imbuti di coltivazione il minerale precedentemente abbattuto.
Una volta all'esterno la gabbia-contenitore, scaricava la pezzatura in capienti silos, sotto dei quali passava un lungo nastro circa 300 mt, che trasportava direttamente il minerale all'impianto di separazione magnetica (laveria).
Dopo la chiusura delle miniere, 1'impianto del pozzo e le gallerie sono rimasti in manutenzione conservativa. 
Anche a Ginepro si potevano trovare diversi tipi di minerali in particolare: Ilvaite, Granato,Tormalina, Epitodo. E per finire citiamo anche la piccola miniera di Sassi Neri, raggiungibile continuando sulla strada di Calamita, deviando verso il villaggio turistico Costa dei Gabbiani, ma poiché la strada è privata resta impossibile proseguire. La zona mineraria si trova sul versante est della costa capoliverese tra Straccoligno e Ginevro, quindi raggiungibile a piedi partendo da Calanova o molto meglio via mare. 
Lo sfruttamento ebbe inizio nel 1935 per terminare nel 1960, la Magnetite è più o meno dello stesso tenore di quella del Ginepro, sicuramente però più ricca di Zolfo. 
Si sono trovati inoltre: Epitodo, Adularia bianca e verde, Quarzo, Tormalina nera.

Oggi che 1'attività mineraria è cessata è ben difficile trovare minerali, ma soprattutto non è possibile accedere nelle aree minerarie che sono proprietà demaniale. 
Da diversi anni si fanno studi e progetti per realizzare il parco minerario, ora sembra che ciò sia di prossima realizzazione. Con il Parco si potrebbe non solo mantenere in loco macchinari, edifici, impianti; ma anche creare percorsi guidati... nonché procedere al recupero e alla trasformazione di strutture edilizie adattandole a servizi culturali, scientifici, ricreativi, tutto questo per non perdere millenni di storia e cultura mineraria e fare di ciò che resta non tanto un museo quanto un qualcosa che vivi ed operi per dare conoscenza e far capire come questi luoghi non solo hanno dato lavoro vita e sostentamento alla nostra gente, ma hanno fatto la storia del mondo.


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