Dedicato a Capoliveri

di Paolo De Gregorio

Sospesa tra mare, terra e cielo "a miracol mostrare", Capoliveri ti accoglie in un'atmosfera tersa e luminosa, quasi astratta, e subito ti avvince la sua semplice eleganza, l'armonia dell'insieme, l'originalità del territorio, articolato in un saliscendi di strade e vicoli che si dipartono erti ed improvvisi, dritti o curvilinei, offrendo di continuo squarci di panorama di grande suggestione, in cui verzure, lembi di lucente selciato, angoli aguzzi di case, arcate, balconi fioriti, scorci di mare si intrecciano armoniosamente.

Fuori stagione, scomparsi il turismo estivo chiassoso ed invadente, il paese si riappropria dei suoi spazi, dei suoi ritmi, dei suoi rumori e dei suoi silenzi, della sua identità.
Gente semplice per strada, che ti consente un approccio immediato, rustico ma cordiale.
Qualcuno saluta e sorride con aria complice, una complicità ingenua e casereccia, come di chi ti conosce da sempre.

Andando per strade in discesa che ti scappano sotto ai piedi, ad ogni angolo una visione che ti sorprende;
ora una casetta con un fico di fronte che nasce dall'asfalto e supera il tetto, ora un vecchio muretto su cui sonnecchiano due gattoni rossi angorati, ora uno scorcio nuovo di panorama in cui diversi piani di case uniformi nello stile si stagliano contro il cielo
immacolato in un'architettura che sembra inventata, ora grappoli di case dal vecchio intonaco scolorito dal vento e dal salmastro e dai tetti muschiati che dal culmine del paese scendono verso valle e che nella nitida notte settembrina assumono l'effetto di un grande presepe, apprestato e disposto in modo perfetto.
Di notte, nitidissima notte, il firmamento avvolge in tutto il suo splendore il paese, che sembra ora appeso al cielo, sostenuto da un filo invisibile, come una sua propaggine terrena.
lì cielo è così vicino che si contano le stelle, milioni di milioni, tutte visibili una per una: viene la tentazione di contarle davvero se il numero infinito non ti scoraggiasse dall'impresa, che in un primo momento ti è apparsa possibile.
La via lattea, anche nella notte senza luna, illumina con la sua luce densa e setosa.
Da questo angolo di mondo privilegiato dalla natura, ma non altrettanto dalle risorse economiche, molti nativi - gente civile, coraggiosa ed intraprendente -dovettero emigrare in epoche diverse in cerca di lavoro e di fortuna.
Oggi tornare, o comunque decidere di vivere a Capoliveri, anche in via definitiva, è una scelta privilegiata, per non morire mai.